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    12월 30일

    ...



    No te quiero sino porque te quiero
    y de quererte a no quererte llego
    y de esperarte cuando no te espero
    pasa mi corazòn del frìo al fuego.

    Te quiero sòlo porque a ti te quiero,
    te odio sin fin, y odiàndote te ruego,
    y la medida de mi amor viajero
    es no verte de amarte como un ciego.

    Tal vez consumirà la luz de Enero,
    su rayo cruel, mi corazòn entero,
    robàndome la llave del sosiego.

    En esta historia sòlo yo me muero
    y morirè de amor porque te quiero,
    porque te quiero, amor, a sangre y fuego.
                           




    Non t'amo se non perchè t'amo
    e dall'amarti a non amarti giungo
    e dall'attenderti quando non t'attendo
    passa dal freddo al fuoco il mio cuore.

    Ti amo solo perchè io te amo,
    senza fine io t'odio, e odiandoti ti prego,
    e la misura del mio amor viandante
    è non vederti e amarti come un cieco.

    Forse consumerà la luce di Gennaio,
    il raggio crudo, il mio cuore intero,
    rubandomi la chiave della calma.

    In questa storia solo io muoio
    e morirò d'amore perchè t'amo,
    perchè t'amo, amore, a ferro e fuoco.




    ****



    ...Dos amantes dichosos no tien fin ni muerte,
    nacen y mueren muchas veces mientras viven,
    tienen la eternidad de la naturaleza.



    ...Due amanti felici non han fine nè morte,
    nascono e muoiono più volte vivendo,
    hanno l'eternità della natura.

    *

    Pablo Neruda.



    12월 28일

    OUTING

    Con questa parola, orribilmente, mediatica, ma l'alternativa è confessione, orribilmente clericale, sono pronta a dire la verità su di me!
    No, non sono omosessuale, ma si può fare outing per molte altre cose...
    Sono PRESUNTUOSA e, da poco, BUGIARDA.
    Bugiarda lo sono stata, male, negli ultimi due mesi.
    Dico male perchè sono stata, non solo scoperta, ma umiliata per una bugia detta all'unica persona che non meritava di essere ingannata.
    Una bugia che lo ha fatto soffrire, proprio perchè convinto che io non mentissi mai ( e mai più lo farò, non ne sono capace fra l'altro).
    La cosa più sconcertante non è la bugia in se stessa, anche se per lui è stato terribile, molto più che se gli avessi detto la verità dall'inizio, ma il fargli crollare addosso le certezze che io stessa gli avevo dato in questi anni: la lealtà e la sincerità!
    E qui si arriva alla PRESUNZIONE.
    Sono tremendamente presuntuosa! Lo sono sempre stata, evidentemente, sempre sicura delle mie idee, dei miei principi morali!
    Principi morali che non vengono dalla religione, o similari, ma dalle mie esperienze, sperimentati in tanti anni.
    Sono sempre stata sull'orlo del bigottismo, ma solo per quanto riguardava me stessa!
    L'ho sbandierato a destra e a manca, noncurante di quello che poteva accadere se fossi "inciampata" in uno sbaglio!
    NO, a me non può capitare, se sono convinta di qualcosa non può farmi cambiare idea nessuno!
    PRESUNTUOSA  e anche stupida!
    La verità che tutti, compresa io, possiamo sbagliare, l'ho capito troppo tardi, purtroppo!
    Sempre pronta a condannare, per poi giustificare, gli altri, mi ritrovo a non avere giustificazioni per me stessa.
    Quando tradisci te stessa che giustificazioni puoi avere?
    Di ideali ne ho avuto molti, di tutti i tipi, ma quelli di cui andavo fiera erano davvero pochi!
    Anche delle mie sicurezze, andavo fiera, adesso ho tradito quella più sacra: la LEALTA'.
    Su di me ci si poteva contare: Giusy non mente mai. Se dice una cosa è quella!
    Quante volte, fiera di me, ho sentito queste parole!
    Ora?
    Devo fare i conti con la nuova me!
    Vi assicuro che non mi piaccio, sinceramente sono confusa!
    La prima cosa a cui ho pensato è stato dire pubblicamente, cosa penso di me!
    Ma con voi è facile, siete tanti e la maggior parte di voi neppure mi conosce.
    Per quei pochi che mi conoscono, a cui tengo, a voi chiedo scusa, so che, probabilmente, vi deluderò, ma era necessario farlo!
    Il difficile sarà dire la verità alle persone, in carne ed ossa, quelli che mi amano per quella che sono, o per meglio dire, che ero!
    Come farò a guardarli negli occhi e dire...
    Dovrò farlo, sarà il primo passo verso l'assoluzione, di me stessa!





    12월 26일

    Ricordo...

    La luce rosata del mattino, filtrata, entra dalla finestra e il tuo corpo si staglia, perfetto, alla luce debole e dolce.
    Non riesco a vedere bene il tuo viso, ma so che i tuoi occhi sono sul mio corpo, disteso sul letto, nudo.
    Sento che osservi ogni centimetro di me. Non ho vergogna, tu mi conosci da sempre.
    Anche quando mi hai vista per la prima volta, avevi già la mia anima il mio amore e l’essere abbracciati, nudi, fu naturale, semplice.
    Amarsi per la prima volta...che incanto!
    Tu sei entrato dentro di me, con una facilità che mi stupì, conoscevi già tutto di me!
    Ogni mio sospiro, ogni mia voglia...sapevi come amarmi, mi conoscevi da sempre!
    Ora il ricordo si fa croce.
    Il ricordo non basta, il ricordo passa?
    No, sento le tue mani su di me.
    Il tuo respiro che accelera e si fa lamento.
    I tuoi occhi dentro i miei che, come supplica, mi chiedono...ancora!
    Non ricordare la tua bocca che mi cerca, che mi prende!
    Non ricordare la tua forza d’uomo, la tua dolcezza d’amante!
    No, il ricordo c’è e si fa croce!

    Giusy.

    25 dicembre 2007




    12월 21일

    Auguri...a modo mio!

    Ho cercato, fra i miei tanti libri di poesie, qualcuno che abbia scritto qualcosa sul Natale. Volevo augurarvi anche io, sulla scia dell'eccitazione crescente, che questa festività porta con se, di passare questo periodo con serenità.
    Avevo scelto di farlo con una poesia. Evidentemente, la Merini, Pavese, Boudelaire, Machado, Apollinaire e tutti gli altri poeti che mi hanno fatto compagnia, nelle mie notti, nei miei giorni, non hanno sentito la necessità di esprimere nulla sull'argomento. Poi mi sono ricordata, loro fanno parte dei poeti "maledetti", atei, anticlericali! Allora cerco speranzosa fra i canti di Leopardi, certa, comunque, di non trovare niente.
    Ultima speranza: la biblioteca del nonno. Entro nella vecchia stanza, santuario del mio predecessore. Comincio a guardare quei vecchi volumi che la polvere rende ancora più venerabili. Penso:"Prima o poi dovrò decidermi a ripulirli, a catalogarli!". Il pensiero va via, appena mi rendo conto, della mole di lavoro che tutto ciò comporterebbe!
    Nell'angolo di uno scaffale vedo un volumetto, sulla costa c'è scritto: F. G. Lorca, non riesco a leggere il titolo, troppo sbiadito.
    Lo sfoglio ed eccola la poesia che ho trovato sull'argomento, ma è bellissima, penso, non l'avevo mai letta e scritta da uno dei miei poeti preferiti!
    Eccola, per voi, sono i miei auguri!



    DIO IN FASCE
    di Federico Garcìa Lorca

    E così, Dio scomparso, che voglio averti.
    Piccolo cembalo di farina per il neonato.
    Brezza e materia unite nell'espressione esatta
    per amor della carne che non sa il tuo nome.
    E così, forma breve d'inefferabile rumore,
    Dio in fasce, Cristo minuscolo ed eterno,
    mille volte ripetuto, morto, crocifisso,
    dall'impura parola dell'uomo che suda.


    12월 15일

    Dal primo istante...con te!

    Il tuo corpo steso accanto al mio,
    caldo, palpitante,
    voglioso d'amore.

    Le tue mani su di me,
    a scoprire ogni centimetro
    della mia essenza.

    I tuoi occhi, limpidi,
    che mi scrutano, da dove sgorgano
    felicità e pianto.

    Le tue labbra tumide
    che mi prendono,
    in assalti morbidi e profondi.

    La tua voce, melodia
    di sirene, che mi incanta
    e mi condanna.

    Il tuo corpo fatto
    per amare, scolpito
    in mille anni di perfezione.

    Il tuo odore, il tuo sapore,
    miele e spezie d'oriente,
    che sono l'estasi dei sensi.

    La sicurezza del tuo
    amore, l'incertezza
    delle tue paure.

    Tutto mi incatena a te,
    catene fatte d'amore e timore,
    di sicurezza e incertezza.

    Sei tu che, come avventuriero,
    hai scoperto la mia vena profonda,
    dove scorre il sangue del mio essere,
    il lago del mio piacere,
    le lacrime del mio stupore.

    Mio angelo, straziami,
    con le catene che usi
    per tenermi, a te, legata.

    Se un giorno scioglierai
    queste catene, allora uccidimi,
    per non farmi soffrire,
    per non farmi morire lentamente.
    Perchè senza aria, senza acqua,
    senza sole, non si vive...
    senza amore.


    Giusy.






    E più facile ancora

    E più facile ancora mi sarebbe
    scendere a te per le più buie scale,
    quelle del desiderio che mi assalta
    come lupo infecondo nella notte.

    So che tu coglieresti i miei frutti
    con le mani sapienti del perdono...

    E so che mi ami di un amore
    casto, infinito, regno di tristezza...

    Ma io il pianto per te l'ho levigato
    giorno per giorno come luce piena
    e lo rimando tacita ai miei occhi
    che, se ti guardo, vivono di stelle.


    Alda Merini

    12월 7일

    7 marzo 1928

    Lontano, nella notte, oltre la morte
    sopra una stella azzurra
    tra esistenze meravigliose
    ancora quest'anima convulsa
    nelle sue insoffribili vergogne
    esasperanti
    senza scampo, per tutto l'universo
    dove dovrò passare
    e il pensiero che infine, nella luce
    suprema soffrirò ancora il tormento
    di non aver urlato
    che tanto era inutile.
    O forse questa vita
    è la sola concessa
    e allora mi esaspera, mi taglia il respiro,
    il pensiero di non aver urlato,
    per la mia anima vile,
    confuso a tutti i poveri impotenti
    che marciscono sulla terra.


    C. Pavese

    12월 5일

    Tu?...

    Sento la gola stretta, il ricordo mi ossessiona, da ieri!
    E' bastato un "ciao Giusy", per far riaffiorare tutte le mie paure, il dolore sopito ma...non vinto!
    Mi giro, penso:"Non è possibile!" Sei tu! In carne, ossa, sangue e...vita!
    "Ma sei morto!"...lo so bene io...e hai portato via, con te, parte della mia vita. Quella dove sorridevo per niente, quella dove avevo curiosità per tutto e tutto era bellissimo. Ogni giorno, ogni cazzata, ogni illusione!
    Lo so bene, io, che non sei tu, ma sei tornato, dopo 13 anni, travestito...da tuo fratello...uguale in tutto.
    Ricordi come ti incazzavi quando tutti ve lo dicevano?
    Adesso è qui, davanti a me, che mi parla, mi sorride...è felice di vedermi!
    Io inizio a tremare! E' un flash...mi acceca! Ho paura.
    In un secondo ho rivisto la mia vita...è stato come "morire"!
    Avevo rimosso certe sensazioni...abbracciarti, sentire il tuo corpo contro il mio...la tua voce!
    Poi gli occhi freddi e distanti che mi gelano...
    La tua falsa identità è gentile, mi dice che è felice che io stia bene, che sono sempre bella, che gli sono mancata...
    Poi l'assurdo: lui si avvicina, per salutarmi, tende le braccia per stringermi...ma io sobbalzo, scatto all'indietro...ho avuto paura, che mi picchiasse...no, non finirà mai!
    Se ne è andato via mortificato, mi dice:"Scusa non volevo...".
    Continuavano a tremarmi le ginocchia, come quando ero bambina...come quando mi prendevi e...
    Addio, ti prego...Addio!

    12월 4일

    LXXVII

    I



    E' una sera triste e cenerognola,
    disordinata, come la mia anima;
    è vecchia questa angoscia
    che ospita la solita ipocondria.

    La causa di questa angoscia non riesco
    a capirla neanche vagamente;
    però ricordo e, ricordando, dico:
    -Sì, ero bambino, e tu la mia compagna.




    II



    Non è vero, dolore, io ti conosco,
    tu sei nostalgia di vita buona
    e solitudine di cuore oscuro,
    di nave senza naufragio o rotta.
    Come cane abbandonato che non ha
    traccia nè olfatto e vaga
    per le strade, senza una meta, come
    il bimbo che la notte di una festa

    si perde fra la gente
    e l'aria polverosa e le candele
    sfavillanti, attonito, ed adombra
    il suo cuore di musica e di pena,

    così vado io, ubriaco, malinconico,
    chitarrista lunatico, poeta,
    e pover uomo in sogno,
    sempre cercando Dio dentro la nebbia.



    Antonio Machado.







    Deseo... Desiderio...


    Sòlo tu coràzon caliente,
    y nada màs.

    Mi paraìso un campo
    sin ruisenor
    ni liras,
    con un rìo discreto
    y una fuentacilla.

    Sin la espelua del viento
    sobre la fronda,
    ni la estrella que quiere
    ser hoja.

    Una enorme luz
    que fuera
    lucièrnaga
    de otra,
    en un campo de
    miradas rotas.

    Un reposo claro
    y allì nuestros besos,
    lunares sonoros
     del eco,
    se abrirìan muy lejos.

    Y tu corazòn caliente,
    nada màs.





    Solo il tuo cuore ardente,
    e null'altro.

    Il mio paradiso, un campo
    senza usignoli
    nè lire,
    con un fiume discreto
    e una piccola fonte.

    Senza lo sperone del vento
    sulla fronda,
    nè la stella che vagheggia
    essere foglia.

    Una luce abbagliante
    che fosse
    lucciola
    di un'altra,
    in un campo di
    sguardi infranti.

    Una quiete nitida
    e lì i nostri baci,
    sonori nèi
    dell'eco,
    s'aprirebbero in lontananza.

    E il tuo cuore ardente,
    null'altro.



    Federìco Garcìa Lorca. (1920)


    12월 1일

    Non cercare di capire...accettami!

    Stanotte come sono? Cosa provo?
    Anche tu hai notato i miei sbalzi d'umore...repentini...imprevedibili...
    Passo dall'amore, che mi fende felice, allegra, allo sconforto, che mi fà scrivere di dolore. Ti chiederai perchè?
    Non posso, non voglio risponderti...Ma posso dirti cosa sento stanotte!
    Mi è venuta in mente una poesia di Baudelaire, la dedico a chi cerca di...capire!


    Avremo letti pieni di leggeri odori,
    divani profondi come tombe,
    fiori strani sulle mensole
    aperti per noi sotto i più bei cieli.

    I nostri cuori saranno due gran fiaccole
    nello sprazzo a gara degli ultimi ardori:
    come rifletteranno i loro doppi splendori
    negli specchi gemelli delle nostre anime!

    Una sera fatta di rosa e mistico azzurro
    ci scambieremo un unico lampo,
    come un lungo singhiozzo carico d'addii;

    un Angelo più tardi schiuderà le porte
    e verrà a rianimare, fedele e gioioso,
    gli specchi offuscati e le fiamme morte.
    ...